MESSICO
YUCATÁN & CHIAPAS
15 - 30 aprile 2000

 

Era da molto che progettavo un viaggio in Messico e finalmente complici il recupero delle ferie e i ponti pasquali sono riuscito ad organizzare un tour di 9 giorni in auto tra Yucatán e Chiapas con un soggiorno di alcuni giorni sulle spiagge caraibiche.

Appena scesi dall'aereo ci siamo precipitati all'Avis per il ritiro della nostra fantastica Nissan Tsuru che abbiamo scoperto poi essere l'auto più diffusa in Messico. Visto che si erano già fatte le 23 e che per evitare la "trappola per turisti" di Cancun avevo previsto di dormire a Valladolid, ci anzi mi aspettavano circa 2 ore di guida. Appena usciti dall'aeroporto abbiamo fatto conoscenza con le topes, per chi non lo sapesse si tratta di dossi artificiali il cui scopo è quello di rallentare le auto soprattutto nei centri abitati, il problema è che spesso si trovano nei posti più impensati o che sono molto alte tanto da toccare con il fondo dell'auto (ricordo la scena di una limousine il cui autista faceva le manovre più assurde per attraversarne una) e soprattutto spesso non sono segnalate. In generale comunque la circolazione non presenta grossi problemi, normalmente le strade sono in condizioni accettabili l'unico problema oltre a quello delle topes è la quasi assenza di cartelli stradali, quindi se non si ha a disposizione una buona carta stradale soprattutto nelle zone più sperdute si può avere qualche problema. Ogni tanto, soprattutto nel Chiapas s'incontrano posti di controllo militari, noi però non abbiamo mai avuto problemi, al massimo i soldati si limitavano ad un controllo del contenuto del bagagliaio.

Tra Cancun e Merida c'è una delle poche autostrade (tra l'altro con un pedaggio abbastanza caro) e questo mi ha aiutato un po' nel battesimo di guida messicana anche perché i miei compagni di viaggio risentendo del fuso orario si erano addormentati e anch'io ero decisamente stanco. Verso l'1,30 siamo finalmente arrivati a Valladolid e ci siamo sistemati all'hotel María de la Luz; bisogna dire che non è sicuro lasciare le auto noleggiate per strada durante la notte ma fortunatamente sia questo che tutti gli altri hotel incontrati disponevano di un garage riservato. Dopo una buona dormita abbiamo iniziato la giornata con l'ottima colazione messicana a buffet dell'hotel.

Il programma del giorno prevedeva la visita dei cenotes Zací e Dzitnup di Valladolid, di Chichén Itzá e l'arrivo in serata a Merida. I cenotes sono molto diffusi in tutta la penisola dello Yucatán, si tratta di cavità naturali che raccolgono l'acqua e che venivano usati dai Maya per l'approvvigionamento d'acqua o come luoghi di culto e in alcuni casi come luoghi di sacrifici umani.

Proprio nel centro di Valladolid si trova il cenote Zací, tra tutti quelli visti è probabilmente il meno spettacolare, decisamente più bello è il cenote Dzitnup che si trova poco fuori la città. Dopo essere passati per un angusto passaggio nella roccia si arriva nella grotta che è decisamente spettacolare. Il percorso all'interno è molto scivoloso (il mio fondoschiena ne sa qualcosa), tra l'altro ho notato che alcune guide che accompagnavano dei turisti versavano a terra (non ho capito perché) del liquido che dall'odore sembrava detersivo e mi sa tanto fosse quello a rendere scivoloso il terreno.

Siamo arrivati a Chichén Itzá  verso le 12, il momento più caldo e più affollato ma non potevamo fare altrimenti. Essendo domenica l'ingresso come in tutti i siti archeologici era gratuito, devo dire che sono rimasto veramente impressionato soprattutto da El Castillo, la piramide principale che abbiamo naturalmente scalato salendo per gli stretti e ripidi scalini, ma la vista dalla cima ripaga assolutamente. Nello spiazzo davanti alla piramide tutte le sere si può assistere ad uno spettacolo di suoni e luci proiettate sulla piramide, purtroppo mi sono dovuto accontentare delle foto. Ancora più emozionante deve essere lo spettacolo cui si può assistere in occasione dell'equinozio di primavera e d'autunno, in questi 2 giorni l'ombra del sole sulle scalinate della piramide crea l'effetto di un serpente che striscia. Anche il campo della pelota e il colonnato sono impressionanti, con un cammino di 10 minuti si raggiunge il cenote sacro dove venivano effettuati sacrifici umani.

Raggiunta Merida nel tardo pomeriggio ci siamo sistemati al hotel Dolores Alba, scoprendo tra l'altro che dispone anche di una piscina dove ci siamo "fiondati" appena scaricata l'auto. Per la sera avevamo previsto di provare uno dei ristoranti suggeriti dalla Lonely Planet ma complice il jet-lag e le camminate del giorno ci siamo addormentati fino al mattino successivo.

Il giorno seguente è stato dedicato alla visita della città, dei suoi palazzi e chiese in stile coloniale e del mercato dove abbiamo avuto un primo contatto con l'artigianato locale. Tipici di questa zona sono i panama hat e le amache, bisogna però fare attenzione alla qualità di quello che si acquista soprattutto dai venditori di strada. All'ora di pranzo finalmente ci siamo diretti al ristorante Los Almendros dove abbiamo provato un piatto tipico il Poc-chuc, si tratta di carne di maiale marinata e cotta alla griglia, tra il contorno oltre alla onnipresente crema di fagioli c'era un peperoncino che ho subito assaggiato, sono abituato alla cucina piccante ma questa volta per 5 minuti ho visto le stelle!!!! Questo comunque è stato l'unico caso, in tutti gli altri "assaggi" non ci sono stati problemi, anzi la cucina messicana mi ha decisamente soddisfatto.

Il giorno successivo avevamo previsto la visita del sito di Uxmal e poi una sgroppata di 500 Km fino a Palenque. Sono rimasto un po' deluso da Uxmal, bisogna dire però che molte zone compresa la piramide dell'Indovino erano chiuse per restauri e quindi la visita si è limitata ad un cammino attorno alle rovine.

Mi ha sorpreso invece positivamente il paese di Palenque, essendo la settimana santa c'erano dei festeggiamenti nel parco cittadino con moltissimi messicani (locali e non) per le strade, il che contribuiva a creare una bella atmosfera. Abbiamo alloggiato al hotel Xibalba in un edificio di costruzione recentissima e con una camera carina anche se il bagno aveva solo una tenda invece della porta.

Per evitare la folla siamo arrivati al sito archeologico verso le 8,30 trovando però già moltissime persone; anche qui alcune zone erano in restauro ma i palazzi immersi nella foresta sono spettacolari. Aspettando orde di zanzare fameliche ci eravamo cosparsi di autan, ma non ne abbiamo sentito neanche una, niente a confronto a quello che si trova nella mia città d'estate.

Lasciata Palenque ci siamo diretti dapprima alle cascate di Misol-Ha dove abbiamo fatto una camminata fin sotto le cascate, volendo è anche possibile fare il bagno nel laghetto antistante.

Da Misol-Ha in circa 1 ora d'auto abbiamo raggiunto le cascate di Agua Azul che ci hanno assolutamente strabiliato. Le cascate abbastanza imponenti si gettano in un fiume creando una serie di laghetti con un'acqua di un azzurro cielo strabiliante, questa colorazione (fortunatamente per noi) si può vedere solo nei mesi di aprile e  maggio. Per via delle feste il posto era affollatissimo però abbiamo passato lo stesso un paio d'ore a sguazzare tra queste fantastiche cascate.

A questo punto ci aspettavano 150 Km d'auto fino ai 2100 mt. di San Cristóbal de Las Casas, questo tratto di strada è stato il peggiore che abbiamo incontrato, non tanto per le condizioni del manto stradale quanto per il fatto che è letteralmente disseminata di topes che abbassano ulteriormente i tempi di percorrenza e snervano chi è alla guida; comunque dopo quasi 4 ore siamo arrivati al fresco di San Cristóbal.

Dopo un giro per i vari hotel ci siamo sistemati all'hotel Fray Bartolomé de Las Casas proprio vicino alla piazza principale; la città è molto carina con case e palazzi coloniali dipinti con colori accesi, tra l'altro ci aspettavamo una città molto povera, al contrario il tenore di vita ci è sembrato più alto delle altre città viste. 

Oltre alla visita delle varie chiese e palazzi cittadini mi è piaciuto moltissimo il coloratissimo Mercado Municipal dove tra l'altro si possono acquistare ottimi articoli di artigianato locale; abbiamo passato praticamente una giornata nella zona tra il mercato e il tempio di Santo Domingo a contrattare con gli Indios.

Purtroppo per mancanza di tempo non siamo riusciti a visitare i villaggi nei dintorni, tra l'altro il giorno seguente alla nostra partenza ci sarebbero state le processioni per settimana santa e mi è spiaciuto un po' perderle.

Lasciata San Cristóbal ci siamo diretti a quella che le guide definiscono una delle meraviglie del Messico: il Cañón del Sumidero, arrivati a Chiapa de Corzo ci siamo diretti verso l'imbarcadero imboccando inavvertitamente un senso unico dopo neanche 10 secondi è arrivato un poliziotto che in poche parole ci ha fatto capire che per evitare di andare alla stazione di polizia a pagare la multa dovevamo fargli un "regalino", questo però è stato l'unico problema che abbiamo avuto con le autorità, in tutti gli altri incontri sono state estremamente gentili e comprensive.

Saliti su una delle barche che portano una decina di persone siamo partiti per il tour che dura circa 3 ore, a dir la verità mi aspettavo di più, soprattutto pensavo fosse un'opera della natura invece il bacino è stato creato a seguito della costruzione di una diga, la giornata poi non era un granché.

Finita la visita ci è toccato ripercorrere la nostra strada preferita fino a Palenque, ci rinfrancava il fatto che avevamo deciso di fermarci ancora alle cascate di Agua Azul per rilassarci un po', poco prima di arrivare però una maledetta topes ci ha fatto forare una gomma e così dopo averla sostituita sotto i 30° del sole messicano siamo arrivati alle cascate nel tardo pomeriggio, troppo tardi per un bagno, così abbiamo fatto una camminata fin quasi alla cima delle cascate, tra l'altro pur essendo la fine della giornata per via delle festività c'erano ancora più persone. La sosta non prevista ci ha fatto arrivare a Palenque in tarda serata e come ciliegina sulla torta abbiamo trovato tutti gli hotel pieni, dopo un paio d'ore, stremati abbiamo trovato un bungalow (abbastanza caro) al Chan-Kah Resort Village che si trova appena prima delle rovine.

A questo punto il programma prevedeva un lungo trasferimento fino alla costa caraibica, prima però ci siamo concessi un altro giro per il mercato di Palenque dove tra l'altro ho acquistato una bellissima pietra incisa con una figura maya, questo acquisto e il pieno alla macchina hanno praticamente prosciugato la riserva di contanti, essendo festa le banche erano chiuse e le casas de cambio avevano delle quotazioni da rapina, così abbiamo deciso di provare nella zona di Chetumal. Fortunatamente poco prima di arrivare a Chetumal ci siamo fermati in un piccolo ristorante dove ho cambiato i travelers cheques ad un buon tasso anche perché una volta arrivati in città abbiamo scoperto che il cambio era ancora più sfavorevole, oltre a questo la città non ci è piaciuta neanche un po', così siamo scappati subito in direzione nord.

In generale comunque per i cambi di valuta abbiamo constatato che le banche praticano dei tassi migliori e cambiano i travelers cheques senza problemi, le casas de cambio soprattutto nelle zone interne hanno tassi peggiori ma hanno il vantaggio di essere aperte sempre. I pagamenti con carta di credito sono poco diffusi e in alcuni casi veniva richiesto un sovrapprezzo.

Arrivati nella zona della laguna Balacar si è ripresentato il problema di trovare un alloggio, quando eravamo quasi rassegnati a girovagare per tutta la notte abbiamo trovato proprio lungo la strada principale nel paese di Balacar un piccolo hotel appena costruito, l'hotel Scala, l'unico problema era che i letti erano praticamente privi di materasso e così quando mi sono buttato sul letto mi sono quasi rotto le costole!!!!

La mattina seguente in un paio d'ore abbiamo raggiunto le rovine di Tulum, il sito archeologico non è comparabile con quelli di Chichén Itzá, Uxmal o Palenque però le rovine si trovano su una scogliera a picco sulle acque turchesi dei caraibi creando un paesaggio molto suggestivo.

Dopo aver percorso 2700 Km ci attendevano un po' di giorni di relax sulle spiagge di Playa del Carmen, mi aspettavo un posto turistico ma non a questo livello, di fatto si tratta di una piccola Rimini posata sulle spiagge caraibiche, non immagino cosa possa essere Cancun!!!!

Dopo aver girato un po' di hotel abbiamo trovato alloggio all'hotel Bananas Cabanas. L'atmosfera (e i prezzi) del paese sono più internazionali che messicani, parallelamente alla spiaggia corre una zona pedonale letteralmente disseminata di negozietti, ristoranti e locali, tra l'altro probabilmente questa è stata la prima volta che ho trovato i menù scritti in italiano all'estero!!!

Prima di lasciarci alla vita da spiaggia ci siamo concessi un'ultima visita al parco marino di Xel-há, ci si può passare una piacevole giornata passeggiando tra le varie lagune, assistendo/partecipando allo spettacolo dei delfini o facendo snorkeling, in questo caso si parte da un'ansa del fiume in mezzo alle mangrovie e si nuota per circa 1 Km, la visibilità non è eccezionale e i pesci più belli li abbiamo incontrati una volta arrivati alla laguna però per un tratto abbiamo nuotato con una bellissima tartaruga di mare. Nel parco si trovano parecchi ristoranti che però sono molto cari, poco prima dell'uscita invece ne abbiamo trovato uno ottimo a buffet per una spesa di circa 100 pesos a testa.

Lungo la strada da Playa a Tulum s'incontrano sulla destra due mercatini di artigianato, noi ci siamo fermati al primo dei due trovando un'ottima scelta e buoni prezzi, praticamente la metà di quelli di Playa.

Una cosa che ho apprezzato parecchio della spiaggia di Playa è il fatto che la sabbia anche nelle ore più calde non scotta, durante tutto il giorno e la sera soffiava poi una brezza marina che rendeva piacevole prendere il sole e passeggiare. 

Mi sono concesso anche qualche immersioni, purtroppo il diving Expediciones Subacuaticas a cui mi sono rivolto si è dimostrato poco affidabile, infatti avevo prenotato un pacchetto di 6 immersioni ma il secondo giorno i proprietari hanno cominciato a dirmi che avevano bisogno di più soldi per pagarsi le spese, che si dovevano cambiare i luoghi d'immersione rispetto a quelli prescelti e così dopo un po' di discussioni li ho mandati al diavolo, comunque sono riuscito a fare 2 immersioni assolutamente eccezionali nel Cenote Dos Ojos, probabilmente da sole valgono un viaggio da quelle parti!!!

Quanto alla vita notturna, praticamente ci si limita alla passeggiata lungo la via pedonale e alla cena in uno dei numerosi e cari ristoranti; lungo la spiaggia ci sono alcuni locali dove ascoltare musica o ballare ma pur essendo periodo di vacanze pasquali non c'era un gran movimento.

Dopo 15 giorni non ci rimaneva che riprendere l'aereo che ci avrebbe riportati (sigh!!) a casa, devo dire che il Messico è uno dei paesi che più mi è piaciuto e mi sono ripromesso quanto prima di ritornarci per visitare tutto il "resto".

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