21 agosto – Harstad – Tromso (km 540)

Dopo colazione ripartiamo. Percorriamo la strada 83 fino al congiungimento con la E6 e ci dirigiamo verso nord, direzione Kirkenes. Decidiamo di fermarci vicino a Bardu per visitare il “Polar Zoo” consigliatoci la sera precedente. Il costo è di 150nok a testa per poter vedere orso bruno, lince, lupo, volpe, cervo, renna, procione, capre e altri animali da cortile. In mancanza di altre cose da visitare nella giornata di oggi decidiamo di fare un giro. Non è male, gli animali hanno molto spazio per muoversi, si vedono poco e non c’è tanta varietà di specie.

Terminiamo il nostro giro verso le 13 e riprendiamo la E6 fino ad Andselv, dove svoltiamo per la strada 86 per Finnsnes-Isola di Senja. Quest’isola è davvero molto carina, riusciamo ad arrivare fino a Gryllefjord dove finisce la strada. Il panorama è davvero stupendo, una piccola cittadina con il porto racchiusa tra montagne a picco sul mare, i colori del cielo e del mare sono molto intensi e i riflessi favolosi. Questo ci ha fatto capire che, per vedere i posti più belli e selvaggi, è necessario allontanarsi parecchio dalle principali strade turistiche. Ciò comporta ovviamente una perdita di tempo e soldi in benzina, ma oggi crediamo ne sia valsa la pena.

Rientriamo sulla E6 in direzione Tromso. In circa due ore ci arriviamo, la statale E8 è molto comoda e si viaggia bene. Abbiamo prenotato per due notti presso l’Ami Hotel al prezzo di 650nok senza colazione. La posizione è ottima per il panorama e per raggiungere il centro, c’è una saletta al piano terra con Tv e Internet gratis, c’è anche una cucina a disposizione degli ospiti. La stanza non è proprio il massimo, ma ci andavano bene il prezzo e la posizione. Portiamo le valigie in stanza e torniamo al piano di sotto per scaricare-inviare e-mail e per fare un giro su siti italiani per rimanere in contatto con il nostro paese. Nel frattempo due ragazzi cucinano il salmone.

Ci informiamo anche per fare un whale safari, qui da Tromso partono barche ma il costo è davvero elevato: 850nok a testa per 5-6 ore di barca. Ci piacerebbe molto, ma dobbiamo fare i conti con il portafoglio che sta diventando sempre più vuoto.

Vedremo domani che fare. Siamo stanchi, oggi abbiamo fatto tanti km e andiamo a dormire.

 

 

22 agosto – Tromso (km 160)

Il nostro programma oggi prevedeva la visita della città di Tromso, ma in realtà ci abbiamo dedicato appena la mattinata. Dopo un rapido giro in centro siamo andati a visitare “Polaria”, un acquario con la presentazione di un bellissimo video sulle isola Svalbard in cui si vedeva tutta la maestosità, la flora e la fauna di quelle terre. Ci è venuta voglia di andare proprio lì, ma verificando qualche prezzo su internet abbiamo cambiato idea. All’interno di “Polaria” ci sono anche sei simpatiche foche con dei lunghi baffi che ogni giorno, quando è l’ora di mangiare, offrono uno spettacolino niente male. Siamo riusciti a entrare a “Polaria” con 110nok in due, semplicemente dicendo di essere studenti. Loro documenti non ne chiedono.

Dopo aver fatto un giro veloce intorno alla Cattedrale Artica (niente di speciale), ci siamo recati presso l’ufficio dell’Artic Voyager per informarci sul whale safari. Una barca sarebbe partita nel pomeriggio alle 16 da Tromso per passare a Sommaroy e poi prendere il largo in cerca di balene. Decidiamo di andare direttamente a Sommaroy, anche per fare un giro sull’isola, e di lì prendiamo la barca alle 17.15 al prezzo di 1390nok in due (sconto studenti e viaggio più breve). La barca è andata parecchio al largo e lontano dalla costa siamo riusciti ad avvistare qualche balena. Faceva molto freddo e tirava un forte vento, d’altronde si chiama Mare del Nord… Rientrando verso la costa abbiamo visto, da lontano, un gruppo di foche su uno scoglio. Il personale di bordo ha poi offerto un panino a testa e tè o caffè per riscaldarsi un po’. A Sommaroy abbiamo ripreso la nostra macchina e siamo rientrati a Tromso verso le 22 dopo 55km di strada. Ancora un po’ infreddoliti e stanchi siamo rientrati in hotel per farci una doccia calda.

Prima di concludere la giornata vogliamo sottolineare quanto il popolo norvegese, in particolare la polizia, sia rigido e fiscale nell’applicazione delle regole… Ebbene sì, ci siamo presi una multa per divieto di sosta nel parcheggio, in apparenza gratuito, proprio accanto all’hotel. Abbiamo poi scoperto che in tutta la città non esistono parcheggi gratuiti fini alle 17, ma ormai 300nok ce le dobbiamo pagare. A questo punto siamo pronti a ricevere a casa in Italia altre multe, magari autovelox, perché qui se esci dal limite anche solo di 5km/h sono la bellezza di 500nok di multa. Speriamo di non averne presi troppi.

P.S. Consigliamo una panetteria “Bakeriet” con un’ottima focaccia proprio sulla piazza, dove c’è la statua della bambina sui pattini con il gelato.

 

 

23 agosto – Tromso – Alta (km 450)

Stamattina avremmo voluto fare un salto nella panetteria di ieri, ma apre alle 9 e noi abbiamo tanti km da fare. Stasera siamo a dormire a Alta presso l’Alta River Camping in una spaziosa camera doppia con bagno e doccia che abbiamo prenotato su internet a 500nok a notte. Alta è la nostra ultima tappa prima di arrivare a Capo Nord, domani infatti dormiremo proprio sull’isola di Mageroya.

Per quanto riguarda la temperatura siamo stupiti di quanto faccia “caldo” o “poco freddo”. Alle 18.30 la macchina segnava 19° e oggi, con la pioggia, è scesa al massimo a 14°. Sinceramente pensavamo peggio e ci siamo portati l’abbigliamento adeguato, al momento la giacca a vento è servita soltanto per il whale safari.

Tornando ai km fatti oggi, davvero tanti, non possiamo consigliare un luogo interessante in cui poter far sosta. Il nostro obiettivo era di arrivare presto ad Alta, dunque abbiamo viaggiato decisi. Dopo aver sistemato i bagagli nella nostra casetta e aver pagato, ci siamo recati presso l’Alta Museum (facilmente trovabile per le numerose indicazioni, è proprio sul mare). Diciamo di essere studenti e paghiamo 140nok in due, ci danno pure un libricino-guida in italiano. Dopo una breve sosta all’esposizione accanto alla biglietteria iniziamo il percorso che è di circa 3km ed è fattibile in 1h30’ fermandosi in ogni punto. È molto bello, immerso nel verde e con vista Altafjord; cerchiamo di unirci a un gruppo di Italiani per ascoltare la loro guida, ma stanno finendo il giro. Le incisioni rupestri sono davvero molte, ben conservate nonostante siano a cielo aperto.

Terminato il percorso all’Alta Museum decidiamo di mangiare la pizza per cena e, visto che disponiamo di un forno, andiamo a comprarcele surgelate alla COOP. Nel frattempo ne approfittiamo per fare il pieno di benzina, il prezzo è più basso che in altri posti (10,80nok/l).

Prima di rientrare in campeggio per la cena, leggiamo sulla nostra guida che appena 7km più avanti c’è un allevamento di Huskey molto importante nella zona. Decidiamo di andare a vedere e, grazie ai proprietari gentilissimi, riusciamo anche a entrare nel recinto con i cani. È l’ora della corsa serale e i cani vengono liberati e preparati con l’imbracatura per trainare la slitta. In tutto ci saranno stati 40 cani, comprese due gabbie con cuccioli più o meno grandi, ed erano davvero belli. Dopo che i padroni sono partiti con la muta di cani a tutta velocità, siamo rimasti ancora un po’ con i cuccioli. Abbiamo aspettato i padroni per ringraziarli per la disponibilità e siamo arrivati in campeggio. Dalla finestra della nostra casetta si vedono molto bene, la sera all’imbrunire, i pescatori in cerca di salmoni, infatti si affaccia proprio sul fiume Altaelva.

Le pizze erano buone e ci hanno fatto sentire più vicini alla cucina italiana. Qui la gente mangia tanti panini (hamburger, hot-dog), snack dolci e salati, caramelle e bibite. Misero nei supermercati è lo spazio dedicato a frutta e verdura. Abbiamo incontrato due ragazzi di Rimini in dirittura d’arrivo per Capo Nord, ci siamo confrontati sulle rispettive avventure in Norvegia fino ad oggi. Probabilmente li incontreremo anche domani…

 

 

24 agosto – Alta – Nordkapp – Skibotn (km 800)

Siamo finalmente arrivati al Strandbu Camping di Skibotn, la giornata finisce alle 00.20 dopo 800km percorsi da Alta fino a Nordkapp e poi a scendere lungo la E6 fino a Skibotn. La tappa di oggi doveva essere Alta-Nordkapp, visita alla rupe di capo Nord e notte a Honningsvag presso l’Hotel Arran. Ma non è andata così…

Siamo arrivati al “casello” per Capo Nord verso le 14.30, dopo aver percorso il comodo tunnel sottomarino che collega la Norvegia all’isola  Mageroya dove si trova Capo Nord. Intorno a noi solo nebbia e un vento che letteralmente portava via, ogni tanto si metteva anche a piovere. Il casellante ci dice che Capo Nord è appena 200m oltre, ma dobbiamo credergli sulla parola perché si vede assolutamente nulla. In più (brutta sorpresa) ci dice che dobbiamo pagare 380nok per auto e due persona, circa 45€.

Siamo stati assaliti da mille dubbi: andare, pagare e vedere la stessa nebbia oppure girare la macchina e fregarcene di Capo Nord? Praticamente abbiamo impiegato mezz’ora per decidere, alla fine abbiamo optato per la seconda soluzione scegliendo di non dare troppa importanza al punto geografico di Capo Nord. Noi fin là ci siamo arrivati, ma per il pessimo tempo abbiamo rinunciato a fare il passo conclusivo. Nel frattempo hanno raggiunto la meta due ragazzi italiani della zona di Torino, arrivati fin lassù in bicicletta e, con loro, abbiamo fatto due chiacchiere e la foto sotto il cartello stradale indicante “Nordkapp”. Stavamo per iniziare la discesa quando due ragazzi autostoppisti polacchi ci hanno chiesto un passaggio: li abbiamo portati fino a Honningsvag e noi abbiamo proseguito verso sud. Ci siamo rifatti il tunnel, alla modica cifre di 186nok a viaggio, e siamo rientrati sulla E6. Nel frattempo abbiamo deciso, cartina alla mano, di modificare leggermente il nostro programma di viaggio dei giorni che ci rimangono. Piuttosto di stare a dormire in luoghi in cui non c’è nulla da vedere o visitare, ma semplicemente tappe lungo la E6, si è scelto di rientrare subito ad Alta per valutare, consultando Internet (gratis all’ufficio turistico), le previsioni del tempo dei prossimi giorni e magari tornare alle Lofoten.

Detto e fatto: il 26 e 27 danno bel tempo, domani pioggia ma sarebbe stata una giornata di trasferimento.

Erano le 19.45 a Alta e siamo partiti per Skibotn, quasi 300km. Siamo arrivati qui per le 23.30, stanchi ma soddisfatti dei km macinati. Oltre tutto la sera è possibile viaggiare a velocità più elevate del solito, anche i norvegesi lo fanno e ci sono meno macchine. Sinceramente temevamo di non trovare più nessuno ad accoglierci nei campeggi, ma ancora una volta il popolo norvegese ci ha stupiti. Sulla porta della reception c’era un foglio che indicava il n° della casetta libera e il prezzo, più sotto c’era scritto che le chiavi erano nella porta e “you pay later”. Praticamente liberi di scegliere ci siamo diretti verso la sistemazione più economica a 350nok e in 10 minuti avevamo un letto per dormire. Davvero incredibile quanta fiducia abbiano reciprocamente i norvegesi! La nostra casetta comunque ha 5 posti letto, frigo e fornello elettrico, a disposizione c’è anche una cucina, ma noi siamo arrivati tardi e abbiamo saltato cena. Ora andiamo a dormire, domani sarà di nuovo lunga.

 

 

25 agosto – Skibotn – Narvik – Hamaroy (km 550 + Skarberget-Bognes 103nok)

... La cabin in cui abbiamo dormito la notte scorsa non era proprio il massimo come pulizia, ma ci è andato bene il prezzo e che fosse libera. Paghiamo il pernottamento, riprendiamo la rotta verso sud e raggiungiamo Narvik. La città è nulla di speciale, c’è un importante porto commerciale dominato dalla famosa ferrovia che trasporta ferro, e altri prodotti di estrazione, dalla vicina Svezia. A noi interessava trovare una banca per fare, si spera, l’ultimo cambio. Nella piazza centrale che dà sul porto c’è il solito mercato del pesce, negozi e vari chioschetti, sembra che sulla città aleggi una strana nebbiolina, ma il tempo è sereno. Probabilmente tutto il ferro che arriva e viene lavorato crea una sorta di polvere che, presumiamo, non faccia tanto bene alle persone che ci vivono. Ma tutto ciò porta lavoro e soldi, infatti Narvik dà proprio l’impressione di essere una città ricca.

Noi invece stiamo diventando sempre più poveri, facendo tanti km siamo sempre in cerca di un benzinaio “economico”. Se ne trovano a 9,90nok/l, ma anche a 12,90nok/l come alle Lofoten. Mediamente cerchiamo di tenerci sotto 11,00nok/l per fare il pieno.

Ieri tour-de-force e oggi di nuovo, domani staremo più tranquilli. Dopo Narvik lungo la E6 abbiamo svoltato per la strada che porta, a Skutvik con l’obiettivo di dormire in zona per essere comodi domani mattina per prendere il traghetto per la isole Lofoten. Abbiamo trovato una buona sistemazione presso il Sommersel Feriesenter di Hamaroy in una casetta molto carina e spaziosa al prezzo di 360nok a notte. Chiediamo se possono farci cuocere le solite due pizze surgelate visto che non c’è il forno, accettano e andiamo a comprarle nella SPAR sulla strada per Skutvik.

Dopo esserci tolti la fame e aver ringraziato la signora della reception rientriamo in stanza per fare il programma di domani. Speriamo sia valsa la pena di cambiare itinerario e ritornare ancora due giorni alle Lofoten, ci sono piaciute veramente molto nonostante la pioggia e ci auguriamo il sole per domani e dopodomani.

Oggi pomeriggio abbiamo avuto un momento di rabbia verso il carovita qui in Norvegia. Pensavamo di spendere un po’ meno complessivamente, tenendo presente che abbiamo viaggiato sempre low-cost e prenotato gli hotel/B&B/camping direttamente rivolgendoci ai proprietari e senza intermediazioni di tour operator. In sostanza le spese che stiamo facendo riguardano il cibo (supermercato o fast-food), la benzina, i traghetti, i pernottamenti e le visite. Assolutamente è vietata ogni trasgressione se si vuole stare in un certo budget…quindi niente souvenir.

Stasera ci siamo resi conto che, dormendo in casette di legno nei campeggi, si riesce a risparmiare in modo considerevole. In due notti in campeggio, confrontando con quanto avremmo speso in un modesto alberghetto o B&B, siamo già riusciti a risparmiare 91€ in due. Ovviamente anche per le prossime due notti alle Lofoten faremo alla stessa maniera e così potremo pagarci il viaggio in traghetto. Non che avessimo speso eccessivamente le notti precedenti, ma probabilmente avessimo cercato solo sistemazioni in campeggi avremmo potuto permetterci qualche cena al ristorante.

Ecco il consiglio: stare lontani da catene alberghiere e hotel di qualsiasi tipo, se si viaggia in estate è possibile trovare sistemazioni più economiche in cui si riesce anche a cucinare; voli low-cost, dormire in campeggio e guidare un’auto a noleggio è, forse, un buon modo per “girare la Norvegia spendendo poco”. Il problema, secondo noi, è che qui chiedono 70-80€, ma anche molto di più, e ti danno una stanza che, onestamente, non li vale sia come spazio che come pulizia, arredamento e servizi. Il rapporto qualità/prezzo è diverso, qui si trovano sistemazioni davvero spartane (come ieri sera a Skibotn) a 45€ o stanze a 80€ in B&B bruttini (vedi le notti a Tromso). Non pretendiamo di dormire a prezzi stracciati al Grand Hotel, ma semplicemente camere che valgano veramente i soldi che ti chiedono. Abbiamo avuto l’impressione che qui ti facciano pagare, a caro prezzo, pure l’aria fresca che respiri. Avendo letto molto sulla Norvegia prima di partire eravamo pronti a prezzi più cari che in Italia, ma venendoci in prima persona e facendo i turisti abbiamo compreso i moniti dei racconti di viaggio. Ci siamo chiesti: quanto percepisce di stipendio un norvegese? Nei prossimi giorni cercheremo di indagare.

 

26 agosto – Hamaroy – Kabelvag (km140 + Skutvik-Svolvaer 301nok)

Stamattina abbiamo deciso di prendercela con comodo, siamo scesi alle 9 e siamo andati a visitare il faro di Tranoy che, abbiamo scoperto un po’ in ritardo, dava anche da dormire. Non sappiamo i prezzi, ma sarebbe stata carina come esperienza.

Abbiamo il traghetto a Skutvik alle 11.30, arriviamo all’imbarco con il solito anticipo di un’ora. Facciamo un giro nel supermercato lì vicino e all’ingresso un signore ci accoglie con un sacco pieno di bigliettini di carta, basta prenderne uno per vincere una torta fatta in casa dalle donne del paese. Per problemi di spazio e di conservazione non partecipiamo al gioco, ma questo ci fa sentire un po’ come a casa. Già…a casa… In questi ultimi giorni spesso l’abbiamo invocata, un po’ per il cibo cucinato e di qualità, un po’ per i prezzi così alti qui in Norvegia, ma anche per questa maledetta pioggia che ci sta facendo ammuffire. Siamo giunti alla conclusione che due settimane di tempo per visitare i fiordi e Bergen, le Lofoten, il Nord e Oslo sarebbero state più che sufficienti. Ora noi ci troviamo, seppure in un posto meraviglioso come le Lofoten, costretti a rimanere in Norvegia e a far passare il tempo, ritornando in un luogo già visto, in virtù di due voli low-cost prenotati mesi fa che ora è impossibile spostare.

Oggi siamo arrivati a Svolvaer alle 13.30 circa, siamo subito andati alla biblioteca pubblica per poter vedere gratuitamente su internet le previsioni per domani e cercare un posto per dormire stanotte. Ovviamente pioveva e piove ancora adesso che sono le 22, quindi niente tramonto mozzafiato e giornata che sembra buttata via. Siamo riusciti a trovare una cabin presso in Sandvika Camping qui a Kabelvag al prezzo di 400nok con bagno e cucina, ma senza doccia. Con un occhio sempre al portafoglio abbiamo accettato e siamo andati alla COOP per prendere qualcosa per cena. Intanto fuori continua a diluviare, in lontananza vediamo il colore rosso-arancione del tramonto, ma le nuvole e la nebbia rovinano tutto. Ci verrebbe di dire “rosso di sera bel tempo si spera”, ma con il clima norvegese non c’è proverbio che tenga. La sola certezza è che non c’è giorno completamente sereno in cui non piova e che se inizia a piovere continua per delle ore, magari l’intera giornata. All’ufficio turistico di Svolvaer ci siamo fatti dare l’orario del traghetto Moskenes-Bodo per il 28/8, due persone e una macchina ci costerà 636nok, un’esagerazione per tre ore di navigazione, ma per noi è la soluzione migliore. A questo punto dobbiamo soltanto più scomodare i Santi del Paradiso per avere un po’ di sole e goderci l’ultima giornata alle Lofoten. Proveremo anche questa soluzione…

 

27 agosto – Kaberlvag – Moskenes (km 200)

Stamattina siamo usciti dalla nostra casetta bianca con il tetto a spiovente solo verso le 10.30, prima faceva freddo, pioveva e c’era vento. Abbiamo preferito dormire. La giornata, dal punto di vista meteorologico, è stata certamente migliore di ieri, oggi il sole si è fatto vedere, anche se ogni tanto spariva dietro qualche nuvolone grigio. Lungo la E10 ci siamo fermati in paesini di pescatori, in particolare consigliamo Vikten e Sund. Per scattare qualche fotografia abbiamo dovuto aspettare i comodi del sole, ma siamo anche riusciti ad andare a camminare sulla spiaggia delle Lofoten e scriverci i nostri nomi. Il nostro obiettivo oggi era arrivare a Moskenes per verificare l’orario del traghetto di domani mattina per Bodo. Il primo è per le 6 e noi lo prenderemo. Per dormire, lungo la strada, abbiamo trovato, non lontano dall’attracco del traghetto, l’indicazione per un rorbu sul mare. Chiediamo informazioni e ci accompagnano direttamente a vederlo. La casetta si trova in una frazione di Moskenes, è molto spaziosa. C’è una stanza molto grande con due letti a castello, divano con poltrone, TV e radio, frigorifero, tavolo e sedie, cucina con forno ottimamente attrezzata, bagno con doccia, camera con tre letti e balcone. Onestamente per noi è molto grande, in alta stagione la affittano a famiglie e a settimane, ma sembra che i turisti ormai siano tornati a casa e ce la lasciano a 400nok. Proviamo a chiedere ancora uno sconto, ma qui non si contratta. La accettiamo e paghiamo subito.

A questo punto decidiamo di andare alla COOP di Reine per comprarci qualcosa per cena. Non è molto fornito, ma ci aggiustiamo. Dopo cena usciamo circa mezz’ora in cerca di un tramonto da fotografare degno del posto in cui siamo. Ci appostiamo in una piazzola lungo la E10 e aspettiamo… Il cielo è nuvoloso e di tramonto mozzafiato neanche l’ombra. Meglio andare a dormire, domani levataccia.

 

 

28 agosto – Moskenes – Bodo (km 390 + Svolvaer-Skutvik 301nok)

La giornata è iniziata presto, non si può dire all’alba perché da queste parti il sole sorge alle 4 del mattino, ma noi abbiamo puntato la sveglia alle 5.15 per prendere il traghetto delle 6.

Ecco quale doveva essere il nostro programma: traghetto diretto Moskenes-Bodo, rilascio dell’automobile alla Europcar di Bodo, giro in centro nel pomeriggio e notte in aeroporto prima del volo per Oslo di domani mattina.

Ecco che cosa è successo: traghetto alle 6 inesistente, nonostante la sera prima ce l’avessero confermato, in più era domenica e il primo disponibile sarebbe stato per le 14 con attivo a Bodo alle 17.15. Il nostro problema era di riuscire a riportare la macchina entro le 13 come da contratto. Verso le 5.45 un tizio di Bergen si avvicina alla nostra auto e ci comunica il cambiamento di orario, cerchiamo insieme di trovare la soluzione migliore per noi. Si trattava di aspettare il traghetto delle 14 o partire in macchina per Svolvaer, salire sul traghetto per Skutvik e farci la bellezza di circa 300km fino a Bodo. Dopo la prima reazione di rabbia, ci dirigiamo verso Svolvaer e, in circa 1h30’ facciamo i 130km tutte curve della E10, ma, credeteci, non abbiamo incontrato anima viva se non qualche norvegese particolarmente mattiniero. Arriviamo all’imbarco per Skutvik giusto in tempo per il traghetto delle 9, ci imbarchiamo al volo e finalmente ci possiamo rilassare.

Per la terza volta in dieci giorni percorriamo quella tratta di mare, ma oggi è particolarmente agitato. Il capitano annuncia: “Il tempo oggi non è buono, ma io cercherò di fare del mio meglio…”. Per noi contava solo essere riusciti a salire su un traghetto, il mare mosso non ci ha disturbati più di tanto. Arrivati a Skutvik alle 11 il problema era il serbatoio della macchina praticamente vuoto. Troviamo un distributore Shell, funzionante solo con carta di credito o bancomat, dopo circa 30km di curve e di ansia…finalmente si può fare il pieno. Era proprio vuoto, ci sono state 600nok!

Anche questa cosa si è risolta bene, ma ora ci toccano ancora tanti km di E6 fino a Bodo. Ormai certi di non arrivare all’Europcar entro le 13 mettiamo il cuore in pace, la speranza è che, essendo domenica e l’ufficio chiuso, nessuno fino a domani mattina vedrà le chiavi della macchina depositate nell’apposita scatoletta grigia. Infatti arriviamo a Bodo alle 14.30, un po’ in ritardo, ma non vediamo telecamere o altro tipo di rilevatori in giro. Posiamo definitivamente le chiavi dopo aver controllato ogni parte dell’auto: nessun danno, soltanto un po’ di fango e tanta pioggia.

Un po’ per caso scopriamo che di domenica i bus a Bodo non circolano, siamo quindi a piedi e con le nostre valigie completamente fuori città senza sapere che cosa fare. Il rombo assordante di un aereo che atterra ci risolve il problema… Capiamo di essere molto vicini all’aeroporto, dietro di noi c’è la pista. Ci informiamo in una palestra (affollata nonostante fosse domenica) e capiamo che dista circa 2km lungo la strada 80. Ci incamminiamo con i nostri trolley per un’insolita passeggiata.

Alle 15.15 entriamo in aeroporto e ci usciremo soltanto l’indomani con il volo per Oslo delle 7.05. Abbiamo deciso di lasciar perdere la prenotazione per l’hotel di Bodo dal momento che avremmo dovuto essere al chek-in verso le 5, levataccia e salto della colazione compresi.

Ora, dopo appena 5 delle 16 ore che trascorreremo in aeroporto, stiamo pensando di andare in hotel per farci una vera dormita, ma teniamo duro. La motivazione principale sono le 630nok che riusciamo a risparmiare, poi, tutto sommato, non è male come aeroporto, piccolo, pulito e abbastanza frequentato anche in tarda serata.

Scoop! Stanno preparando il tappeto rosso… Non facciamo in tempo ad informarci che vediamo uscire dagli “arrivi” la principessa Mette-Marit moglie del principe Hakon, erede al trono, e madre della piccola Ingrid-Alexandra, futura regina. I Norvegesi la guardano compiaciuti, è una bella donna, giovane e di classe.

A proposito di incontri…appena arrivati alle 15.15 chi becchiamo seduto al tavolino del bar con la famiglia? Il tipo di Bergen che stamattina a Moskenes ci ha avvertiti del cambiamento di orario. Gli abbiamo raccontato le nostre vicissitudini e lo abbiamo ringraziato. Il mondo è proprio piccolo…

La principessa è passata, al bar stanno facendo ormai le pulizie, in giro ci sono poche persone e l’ultimo volo della serata è alle 22. Speriamo abbassino un po’ le luci e non ci mandino via, siamo talmente stanchi che dormiremmo ovunque. Tutto ciò per risparmiare la notte a Bodo, domani vedremo se è stata una buona idea…

 

29 agosto – Bodo – Oslo (Gardermoen Apt-Sentralstatjon 150nok)

L’aeroporto di Bodo non è male per dormirci una notte, non si è vista anima viva dalla mezzanotte fino alla 5, ci siamo messi la sveglia per darci una sciacquata e per imbarcare i bagagli al chek-in. Ci siamo sentiti un po’ come i protagonisti del film “Terminal” a girare l’aeroporto con spazzolino e dentifricio, a caricare la batteria del telefono e ad aspettare che il bar apra per fare colazione.

È ora di partire per Oslo, non ci sembra vero dopo tutte quelle ore “passate a far passare il tempo”. Fuori è nuvoloso ma non piove, il volo è in orario e atterriamo a Oslo-Gardermoen alle 8.40. È davvero grande e moderno, è costruito in acciaio, vetro e legno. Recuperati i nostri bagagli ci informiamo per il treno diretto in città. La soluzione più economica ci impiega 25 minuti e costa 150nok in due. Con stupore notiamo la pulizia dei treni, la puntualità e l’efficienza del servizio, il controllore chiede il biglietto a tutti e verifica con attenzione chi sale e chi scende. Restiamo vicino all’uscita perché è tutto pieno, in un angolo c’è pure la raccolta differenziata.

Arrivati alla Stazione Centrale di Oslo (fermata Oslo S) ci dirigiamo subito verso l’ufficio informazioni per capire dove si trova il nostro albergo, per sapere dove prendere il bus Ryanair domani mattina e che cosa fare in Oslo oggi. Sia il bus Ryanair che l’hotel sono vicini alla stazione, ma sfiga vuole che proprio oggi (lunedì) la Galleria Nazionale sia chiusa come pure il Museo di Munch (per lavori). Ci tenevamo davvero tanto a vedere questi due musei. Che rabbia!

Ci dirigiamo verso l’albergo con le nostre valigie. Abbiamo prenotato per una notte presso il Comfort Hotel Borsparken proprio a due isolati dalla Sentralstation, ma in una zona tranquilla, al prezzo di 700nok colazione compresa. È un albergo molto bello rispetto allo standard medio delle solite sistemazioni, era un’offerta trovata su internet e ci è sembrato un buon prezzo. Depositate le valigie, prima che ci venga sonno, decidiamo di fare il giro in centro accontentandoci di vedere qualche disegno di Munch nella hall del Continental Hotel proprio nella via principale. C’è parecchia gente in giro, soprattutto turisti. Ci fermiamo subito a fotografare la cattedrale, poi riprendiamo l’itinerario verso il Palazzo del Parlamento e il Palazzo Reale che domina la città. È molto bello e c’è la bandiera reale innalzata. Riscendendo verso la Sentralstation cambiamo direzione verso il porto dove, ormai in lontananza, riconosciamo la nave scuola della Marina Italiana, la fantastica Amerigo Vespucci che era appena partita per rientrare in Italia. Nel porto ci sono parecchie navi d’epoca, ma su tutte domina una gigantesca nave da crociera. Fatte le foto di rito, compreso il municipio dove viene consegnato il Nobel per la Pace, torniamo in albergo per una doccia tonificante e per recuperare un po’ di sonno.

Verso le 17 torniamo nella via principale, che nel frattempo si è affollata, per una passeggiata e verso le 19 ci mettiamo alla ricerca di un ristorante, ovviamente non troppo “expensive”, per mangiare cena. In albergo ci hanno consigliato l’EGON Restaurant che è proprio accanto alla Sentralstation. Consultiamo il menù, anche in italiano, e scegliamo due “Pizza buffet”: pizza e insalata a volontà a 99nok a testa. Ci è sembrata una buona soluzione e poi eravamo affamati… Rientrati in albergo abbiamo sistemato le valigie cercando di stare nei 15kg ciascuna che la Ryanair impone...domani vedremo.

 

 

30 agosto – Oslo – Italia

L’ultima giornata in Norvegia Dopo la colazione in albergo prendiamo il bus Ryanair a 130nok a testa che ci porta all’Oslo-Sandefjord Airport dove prendiamo il volo per Bergamo. Arriviamo in Italia addirittura con 20 minuti di anticipo, l’impatto con il caldo è notevole: poco per volta ci svestiamo e ci acclimatiamo.

Ritiriamo i bagagli accanto a turisti appena arrivati da Sharm el Sheik, svestiti e abbronzati, noi coperti e pallidi.